Storia del nome: anticamente i casali di Grumo e Nevano erano separati per poi unificarsi in un solo comune nel 1808. Gli storici locali ritengono che Grumo derivi da “GRUMUM”, intendendo un grumo, cioè un agglomerato di case. Nevano, invece, si ritiene che provenga da “PRAEDIUM NAEVIANUM” cioè “proprietà della Gens Nevia” di cui faceva parte l’autore romano Gneo Nevio.
Curiosità: nel paese si tramandano diverse leggende locali: la più famosa è quella della “carrozza di fuoco”, quando i due casali erano ancora separati. Il signore di Nevano intendeva uccidere il suo rivale di Grumo, quest’ ultimo tentò di scappare con la sua famiglia a bordo di una carrozza, ma fu raggiunto dai sicari che uccisero tutti. Da allora, si dice,che in una notte non ben precisata all’ anno, si possa vedere la carrozza infuocata che porta via dal paese le anime della famiglia assassinata. Infine, una credenza popolare vuole che nell’attuale condominio dove in passato sorgeva il palazzo Capecelatro, sede di un tribunale di campagna contro il brigantaggio, si verificano apparizioni delle anime dei condannati a morte dal tribunale.
Feste di rilievo: A Nevano, San Vito Martire (15 giugno)
A Grumo il patrono San Tammaro è festeggiato nella (prima domenica di settembre)
festa della musica
mezzanotte bianca
sagra della gastonomia locale
festa della pizza
donazione dei magi
Luoghi d’ attrazione: Basilica di San Tammaro, convento di santa caterina, Statua di Domenico Cirillo
Prodotti tipici: le polpette fritte di San Tammaro, sartù di riso, castagnata
In realtà, nel palazzo non è stata mai eseguita nessuna condanna a morte e l’attrezzo nel cortile del palazzo che si credeva essere una forca, era in realtà un utensile per la vita agricola usato per lavorare la canapa