STORIA DEL NOME: Ottaviano, in epoca romana, era un borgo di case all’interno di un vastissimo possedimento (praedium Octaviorum) appartenente al gets Octavia, la famiglia dell’imperatore Augusto. Il borgo crebbe di importanza divenendo Municipio. Secondo alcuni storici vi sarebbe morto lo stesso imperatore Augusto, in seguito trasportato a Nola. I resti di epoca romana furano sepolti dalle successive eruzioni del Vesuvio, ma ruderi e tombe sono stati rinvenuti negli scavi in varie parti del paese. Poco prima dell’anno Octavianum mutò nome e fu chiamato Ottajano
DA VEDERE: Palazzo Mediceo, Chiesa di San Gennaro, Chiesa del Santissimo Rosario,Chiesa di San Michele Arcangelo,due sentieri naturalistici.
CURIOSITÀ: Nel 1085, ospite del barone locale, vi fu in visita papa Gregorio VI che vi celebrò la messa in una chiesetta (chiesa del Vaglio situata presso il castello baronale (oggi palazzo Mediceo). Vari Signori e Baroni ebbero in possesso la città. Nel XIl secolo fu in possesso di Tommaso d’Aquino, da cui passò alle famiglie degli Orsini e dei Cola. Tra il 1532 e il 1551 fu feudo di Fabrizio Maramaldo, che l’aveva ottenuto per i servigi prostrati a Carlo Vl feudo venne quindi ceduto ai Gonzaga di Molfetta e da questi, nel 1567 a Bernadetto de’ Medici. Quando esso morì, il domenicano Pietro Feulo, chiese alla vedova, Donna Giulia., che si istituisse a Ottajano un convento dell’odine Domenicano. Giulia comprò da Filippo Spinola, vescovo di Nola, la cappella di San Nicola, il 17 giugno 1578, la cedette a don Pietro, perché costituisse il convento del Rosario.Anche Giulia venne sepolta nella chiesa, accanto al marito, e gli ipogei divennero il sepolcro della famiglia Medici. I Domenicani andarono via da Ottajano nel 1809, e nel 1837 arrivarono nella chiesa e nel Convento i frati della Congregazione dei Padri Perpetui, guidati dal fondatore della Congregazione, Padre Raffaele Fiorillo, il quale mori nel 1852 e venne sepolto dietro l’ altare maggiore della chiesa, chiamata “chiesa del Rosario”. Padre Fiorillo morì “in odore” di santità, e gli Ottajanesi incominciarono a raccontare, che il fantasma di Don Raffaele compariva, di notte, sul campanile della Chiesa e con la sua apparizione talvolta ammoniva gli Ottajanesi a guardarsi da qualche pericolo incombente, a non commettere errori, a usare cautela, e nello stesso tempo assicurava la sua protezione: insomma, anche Ottaviano ha avuto il suo “munaciello’
ANDIAMOCI: Feste Patronali, Festa di San Michele Arcangelo: 8 maggio
I PRODOTTI TIPICI: vinoLacrima Christi, Pomodoro del piennolo,albicocca,nocciole.